LA SUA PRIMA VISITA OCULISTICA

Un aspetto della salute del proprio bimbo, spesso sottovalutato da molti genitori, è quello della vista. Basti pensare che in Italia sono circa due milioni e mezzo i bambini di età compresa tra i tre e i dieci anni che soffrono di disturbi agli occhi, dagli arrossamenti ai frequenti mal di testa causati dai difetti visivi, riscontrati soprattutto durante le ore scolastiche.

Tra questi si è stimato che almeno un milione e mezzo non si è mai sottoposto ad una visita oculistica con la deduzione logica che almeno il venti percento dei genitori non sottopone i propri figli agli adeguati controlli della vista. E’ indispensabile invece effettuare una prima visita appena dopo la nascita del bimbo,  allo scopo di controllare la presenza di eventuali anomalie morfologiche. Con il passare dei mesi e degli anni, i controlli dall’oculista non devono mancare, ma dovrebbero diventare una prassi consolidata, per verificare l’evoluzione dei problemi, lo stato di salute degli occhi e della vista.

La prima visita, quando il bimbo è ancora in fasce

L’imperativo anche quando si tratta di oculistica e di problemi alla vista è la diagnosi precoce e tempestiva. Infatti, quando i bambini sono piccoli, l’occhio è ancora “plastico” ed è, di conseguenza, ancora in grado di recuperare eventuali difetti.

Quando è appena nato

*Solitamente quando il piccolo è appena nato e si trova ancora in ospedale dopo il parto, viene effettuata una visita ispettiva da parte del medico oculista. Una particolare attenzione viene dedicata ai piccoli considerati ad alto rischio genetico e ai bambini nati prematuri. Questa prima visita ha lo scopo di controllare l’eventuale presenza di malformazioni congenite o di infezioni conseguenti al parto.

*Durante la prima ispezione l’oculista controlla la morfologia del globo oculare e degli annessi, il riflesso rosso dell’occhio e la motilità dello stesso. Per verificare gli ultimi due aspetti lo specialista si serve di una piccola luce.

Nei primi mesi di vita

*Quando il piccolo ha un’età compresa tra i sei e i nove mesi, in occasione della vaccino-profilassi   antipoliomielitica, è bene sottoporlo ad una nuova visita oculistica di controllo.

*Le modalità sono praticamente identiche a quelle utilizzate durante la prima visita neonatale: si controlla la morfologia dell’occhio e degli annessi, il riflesso rosso e la motilità dello stesso, con l’ausilio dell’apposita luce.

Intorno ai due-tre anni

*Un’altra visita non dovrebbe mancare intorno ai due, tre anni soprattutto se i genitori sospettano qualche difficoltà visiva del bambino nel riconoscere oggetti od altro oppure se hanno notato, sia pure occasionalmente, uno strabismo di uno o di entrambi gli occhi. In questa occasione l’oculista accerterà la presenza di eventuali vizi di refrazione, come la miopia, l’ipermetropia o l’astigmatismo, di alterazioni della motilità oculare, come lo strabismo e il nistagmo e la eventuale  presenza di un’ambliopia conosciuta meglio come “occhio pigro”. In quest’ultimo caso, un occhio del bimbo non è stato in grado di sviluppare correttamente la sua capacità visiva a causa di qualche anomalia.

*Allo scopo di valutare l’eventuale presenza di difetti di refrazione e la capacità visiva del piccolo l’oculista utilizza un “metodo oggettivo” o schiascopia di cui diremo in seguito ed uno “soggettivo” se il bambino è in grado di partecipare invitandolo a riconoscere, da tavole di lettura facilitate, alcuni disegni elementari di dimensioni progressivamente decrescenti. Questo tipo di esame visivo viene condotto separatamente sui due occhi, per valutare la singola capacità di entrambi.

In studi oculistici particolarmente attrezzati per visitare i bambini è oggi possibile avvalersi di uno strumento computerizzato detto “autorefrattometro” che, a distanza di un metro e richiamando l’attenzione del bambino con suoni particolari in modo che guardi nell’apparecchio, è in grado di stabilire eventuali difetti di refrazione e segnalare strabismi anche di grado modesto.

Intorno ai cinque-sei anni

*Quando il bimbo raggiunge l’età di cinque anni è bene sottoporlo a un altro controllo ancora più accurato, durante il quale l’oculista deve valutare con la maggiore precisione possibile l’acutezza visiva del piccolo. A tale scopo si fa leggere al bimbo il classico ottotipo di lettura per lontano, dove sono presenti dei disegni o, intorno ai sei anni, le lettere e i numeri.

*L’esame è utile per valutare se gli occhi dispongono entrambi della stessa capacità visiva o se è riscontrabile la presenza di un difetto in entrambi, in misura uguale o differente, o solo in uno dei due.

In assenza di particolari problemi visivi il bambino deve eseguire controlli periodici con scadenza biennale per valutare quanto lo sviluppo sta influendo sull’apparato visivo; è tacito infatti che con la crescita l’impegno visivo del piccolo aumenta e quindi la prevenzione costituisce il miglior modo per evitare che si instaurino quadri patologici.

Gli esami fondamentali

Per avere ben chiaro come avvengono le prime visite oculistiche dei bambini è bene spiegare come si svolgono due esami specifici.

Il riflesso rosso

*Il rilevamento del cosiddetto riflesso rosso del fondo oculare viene effettuato dal medico oculista proiettando nella pupilla del bambino, che viene tenuto fermo e seduto da mamma o papà con il viso rivolto verso lo specialista, una luce.

*L’occhio, comportandosi in modo molto simile a uno specchio, riflette la luce proiettata, rendendo visibile e evidente il colore rosso della retina. Se la pupilla mostra un colore rosso uniforme, ciò indica che i mezzi diottrici, la cornea e il cristallino, godono di un buon livello di trasparenza e di conseguenza non presentano disturbi o anomalie.

La cicloplegia

Allo scopo di scoprire se il piccolo ha qualche problema di vista e soffre di deficit visivi, il medico oculista procede con un esame particolare.

*Si comincia bloccando temporaneamente l’accomodazione ossia la capacità di mettere a fuoco, la cicloplegia e dilatando la pupilla, la midriasi. Per fare ciò si somministrano al bimbo dei farmaci appositi, ad uso locale, sotto forma di collirio, come l’atropina all’1%, il ciclopentolato o la tropicamide.

*La verifica dell’eventuale presenza di un difetto della vista avviene grazie alla schiascopia, una tecnica che consiste nello studio delle reazioni dell’occhio alla proiezione di un fascio di luce. Grazie a questo metodo il medico oculista è in grado di prescrivere gli occhiali correttivi del difetto, anche senza poter avere una risposta verbale da parte del piccolo.

Utile risulta l’uso dell’autorefrattometro che , come detto in precedenza, alla distanza di un metro è in grado di stabilire con notevole precisione il difetto del bambino; questo sistema risulta molto efficace quando il piccolo non è collaborante e risulta difficile tenerlo fermo anche solo per pochi minuti; lo strumento computerizzato, emettendo un suono accattivante per il bimbo, catalizza la sua attenzione per il tempo necessario per eseguire un’accurata misurazione di un eventuale difetto visivo.

Cosa dovrebbero fare i genitori

Solitamente le prime visite oculistiche si fanno in queste scadenze temporali, ma in alcuni casi particolari, se i genitori notano o solo sospettano anomalie, è bene anticipare le visite o, comunque, rivolgersi tempestivamente all’oculista, per scongiurare ogni possibile rischio.

*Tra gli atteggiamenti che dovrebbero insospettire il genitore, attenzione a quando i piccoli strizzano continuamente gli occhi, sforzandosi di vedere meglio da lontano, o quando chiudono un occhio se rivolgono lo sguardo verso la luce.

*Da non sottovalutare anche le inclinazioni e le rotazioni della testa che il piccolo fa quando cerca di guardare qualcosa, così come dovrebbero insinuare qualche sospetto anche il fastidio in presenza di una luce intensa, il continuo sfregamento degli occhi, l’arrossamento e l’eccessiva lacrimazione.

Un esame quotidiano è necessario

Per monitorare continuamente lo stato di salute degli occhi e per scongiurare interventi tardivi, è bene che ogni genitore impari ad esaminare attentamente, ogni giorno, il proprio pargolo.

*Innanzitutto è bene osservare la capacità di muovere gli occhi, di seguire i movimenti con lo sguardo. A questo scopo è molto utile anche fare attenzione ai movimenti della testa, per controllare che il bimbo non debba spostarla per seguire gli oggetti in movimento, o per avere una visione laterale.

*Al fine di verificare l’acutezza visiva, mamma e papà dovrebbero controllare la capacità del piccolo di distinguere con esattezza le cose, i giocattoli e le persone che lo circondano, sia vicini che lontani.

Attenzione a non sgarrare

Nel caso in cui durante la visita oculistica venga accertata la presenza di un difetto visivo che prevede l’utilizzo di occhiali per correggerlo, è fondamentale che i genitori capiscano che non sono un accessorio da far metter ogni tanto al piccolo.

*Al contrario gli occhiali devono essere indossati costantemente, per riuscire a correggere il difetto con successo. Un utilizzo scorretto o troppo saltuario degli occhiali potrebbe causare la mancata correzione del difetto visivo e, di conseguenza, la temibile ambliopia conosciuta meglio come  “occhio pigro” , un problema che diventa non più risolvibile dopo i dieci, dodici anni di età; prima di tale epoca invece, con un appropriato bendaggio o con particolari tecniche di penalizzazione dell’occhio migliore, si riporta, in tempo relativamente breve, l’occhio ambliope ad una visione perfetta.